Domenica 20 Maggio 2012
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Il blog del direttore

Con l'America o con Berlusconi?

13 Novembre 2008

 

Molti commenti sono arrivati oggi sull’Occidentale in seguito alle dichiarazioni di Berlusconi in Turchia a proposito dei rapporti tra Usa e Russia. Il presidente del Consiglio italiano ha infatti preso una posizione netta sulle crescenti tensioni tra le due potenze, sostenendo apertamente la tesi dominante al Cremlino secondo cui il peggiorare delle relazioni russo-americane è  il frutto delle provocazioni e delle minacce messe in campo da Washington.

Alcuni commentatori sono intervenuti con tono di sfida per mettere alla prova la linea “americanista” del nostro giornale di fronte al “voltafaccia” berlusconiano. Il motivo del la loro curiosità è chiaro, vorrebbero in realtà dimostrare che le nostre posizioni cambiano con il cambiare di quelle del “padrone”.

La sfida è ovviamente accettata, ma richiede un ragionamento un po’ meno rozzo di quello sin qui utilizzato.

Sono anni che Berlusconi riflette e agisce sulla linea di frattura tra il blocco occidentale e quello orientale mai del tutto rimarginata. Basta andarsi a rivedere i comunicati di ogni incontro con George W. Bush e con Vladimir Putin, per notare come, a suo modo e con le risorse che gli sono proprie, Berlusconi abbia sempre avuto presente la necessità di avvicinare le due potenze, ammorbidire i motivi di attrito e condurle dentro un percorso istituzionale condiviso. Questo era il senso del vertice Nato di Pratica di Mare nel 2002, in cui venne ufficializzata la nascita del Consiglio Russia-Nato , (19 paesi membri del Patto Atlantico più la Russia) fortemente voluto dal governo italiano di allora. Fu quello uno dei momenti di maggiore distensione tra Usa e Russia dalla fine della guerra fredda,  e non va dimenticato che molti degli stati dell’ex sfera di influenza sovietica (Slovacchia, Bulgaria, Romania, più gli stati Baltici) avevano avviato il loro ingresso nella Nato all’inizio di quello stesso anno.  Dopo la firma dell’intesa Putin dichiarò: “Fino a poco tempo fa un incontro del genere sarebbe stato impensabile, ma oggi non c’è alternativa alla collaborazione e la Russia non può stare fuori dall’Europa”. In quella stessa sede e sotto i flash degli stessi fotografi, Bush salutò l’intesa con la proposta di estendere all’Europa lo scudo spaziale anti-missile, sin da allora inteso come misura contro il terrorismo e gli stati canaglia. Era infatti passato appena un anno dall’attacco alle torri gemelle e la lotta al terrorismo era in cima all’agenda di Pratica di Mare.

Poi è arrivata la guerra russo-georgiana e Berlusconi si è di nuovo trovato in prima linea nello sforzo di tenere insieme le ragioni americane, quelle europee e quelle russe. In più occasioni ha evocato le sue preoccupazioni per il ritorno ad un clima da guerra fredda e ha dato voce alle paure che i giganteschi arsenali nucleari delle due potenze potessero un giorno arrivare a collidere.

E’ noto a tutti che le posizioni italiane nel concerto europeo sono state le più caute quando si è trattato di condannare l’invasione della Georgia da parte delle truppe russe. E che l’Italia ha fatto il possibile in ogni sede diplomatica per impedire che l’EU intraprendesse una strada di sanzioni e ritorsioni da cui sarebbe stato difficile tornare in dietro. Oggi, alla vigilia del vertice euro-russo di Nizza, si può dire che sono state le posizioni europee ad essersi avvicinate a quelle di Berlusconi e non viceversa. Particolarmente evidente è stata la retromarcia inglese, che da un forte atteggiamento di condanna è arrivata nei giorni scorsi a spingere per la revoca di tutte misure sanzionatorie prese dall’Europa nel vivo della crisi di agosto.

Berlusconi ha dunque un curriculum ineccepibile e un’esperienza di lungo corso per porsi come mediatore tra Europa, Usa e Russia. E non saranno certo le battute sull’abbronzatura a minare questo patrimonio di credibilità.

E’ in questo contesto che dobbiamo chiederci se le dichiarazioni del presidente del Consiglio ieri a Smirne siano state opportune o meno. La risposta è molto semplice: no.

Sposare, come Berlusconi ha fatto, persino nel linguaggio, la retorica del Cremlino sulle “provocazioni americane”, non facilita certo un ruolo di mediazione, soprattutto nel contesto di una amministrazione americana che non è più quella dell’ “amico Bush”. Sostenere che lo scudo antimissile in Polonia e nella Repubblica Ceca, il riconoscimento del Kosovo e il sostegno alle richieste di Georgia e Ucraina per l’ingresso nella Nato , siano tutte mosse da catalogarsi sotto la specie delle “provocazioni”, non aiuta di un solo passo il dialogo tra Usa e Russia e non rafforza la posizione di fair broker dell’Italia.  

Si tratta di una constatazione tutta politica, che prescinde dal merito di ogni singola questione e dalle differenti sfumature di ciascuna sul piano strategico. La diplomazia della “pacca sulla spalla” non è da disprezzare a priori, ma si scontra con quello che aveva capito molto bene De Gaulle e cioè che “le Nazioni non hanno amici ma interessi”.  Ed è a questi che occorre guardare per impostare una soluzione durevole dei rapporti tra nazioni. Gli interessi comuni tra Usa e Russia sono giganteschi e ineliminabili per l’equilibrio mondiale: farli incontrare piuttosto che configgere è il compito di un buon mediatore.

Le affermazioni di Berlusconi invece, oltre ad essere non condivisibili nel merito (ma sarebbe il meno) sono in controtempo: schierarsi dalla parte di Putin quando è la Russia ad alzare i toni con la minaccia dei missili a Kaliningrad e con il rigetto della proposta di Bush di un maggiore coinvolgimento russo nella difesa spaziale, e al contrario è il presidente-eletto, Barack Obama a manifestare dubbi sulla dislocazione in Europa dello scudo spaziale, vuol dire mettersi fuori da un percorso di mediazione. E soprattutto rischia di confondere le idee al futuro inquilino della Casa Bianca che – a prescindere dall’abbronzatura – sa probabilmente molto poco dell’Italia e di Berlusconi. Mentre è proprio in queste settimane che lo staff di Obama metterà in ordine i dossier internazionali, e il posto destinato a quello italiano sulla scrivania dell’ufficio ovale dipende molto dalle cose dette e fatte durante la transizione.

Berlusconi ha tutte le carte in mano per giocare una partita cruciale sui futuri assetti transatlantici e ha dalla sua la ragione di fondo: il mondo non ha bisogno di una nuova guerra fredda e un riavvicinamento di Usa e Russia è non solo necessario ma inevitabile.  E chi è già dalla parte della ragione non ha bisogno di schierarsi.

 

Commenti
13/11/08 20:51
con l'America
Le frasi di Berlusconi ieri mi hanno profondamente deluso. E mi riferisco non solo a quelle a sostegno della semi-dittatura russa ma pure all'invito verso l'UE di accogliere la Turchia. Silvio sarà anche un buon imprenditore e sul governo del paese sta dimostrando di saperci fare. Ma evidentemente non ha chiare le conseguenze che avrebbe l'immissione in una società praticamente atea-semicristiana di 80 miliioni di credenti islamici (molti dei quali fanatici). Questo non è un piccolo errore di valutazione. Quanto alla frase contro l'America.. mi ha lasciato di sasso. Alla vostra domanda, con Silvio o con l'America rispondo senza esitazioni: con l'America. Il che non significa stare con Veltroni che dell'America e di Obama non ha capito nulla. Prevedo un boom di voti per la Lega alle prossime elezioni. Saluti, Simmaco
13/11/08 21:31
L'uomo di Mosca..
No, Berlusconi ha errato totalmente, se anche è il Presidente del Consiglio, deve, obligatoriamente tenere bene a mente che noi siamo allaeati con gli Stati Uniti d'America, e non con la Russia. Ben venga ogni distensione ma schierarsi con la Russia è in questo momento da considerarsi come un tradimento nei confronti dell'alleato americano,addebitabile comunque solo a lui e non alla volontà degli italiani. Oltretutto Berlusconi, ha dimostrato un altra volta che non ha alcun tatto in politica estera poiché, dopo la conglioneria del suntanned, con questa ultima sua uscita sulla provocazione americana, ha letteralmente sputato in faccia ad Obama, l'unico ormai legittimato dal 20 Gennaio, a prendere decisioni sullo scudo missilistico in questione, l'unico legittimato, per gli Stati Uniti d'America, che da Gennaio potrà replicare a Mosca senza curarsi di Berlusconi.E dei suoi consigli.
Audaces
13/11/08 22:59
Berlusconi si sta cacciando in un gioco più grande di lui!
Vista dal Cremlino l'Europa non esiste o meglio è bisecata come in regime di guerra fredda ma a parti invertite: all'est i nemici, all'ovest gli amici. Questi ultimi sono da integrare per quanto possibile nel circuito moscovita usando l'arma energetica per equilibrare l'attrazione atlantica. Appena oltre la frontiera d'Occidente, nella zona grigia delle enclavi, mafie russe o russofone sviluppano traffici d'ogni genere: canali obliqui moltiplicatori d'influenza manovrati dallintelligence russa per contrastare la penetrazione euro occidentale. La rinascente potenza imperiale russa confina con trutti i protagonisti della geopolica mondiale, dal Giappone all'Europa, dalla Cina agli Stati Uniti d'America. Sul fronte interno Putin ha esiliato o deportato in Siberia gli oligarchi legati all'Occidente plasmando il parlamento russo a misura di Cremlino e tu Berlusconi parli di provocazioni contro la Russia? Attento Silvio che ti stai cacciando in un gioco più grande delle tue possibilità!
Piercamillo Falasca
14/11/08 03:12
Con l'America
Caro Direttore, con l'America. Un politologo può avere la posizione che vuole rispetto alla vicenda, uno statista ha meno gradi di libertà... e non può pensare di essere l'interlocutore credibile di due grandi soggetti come Usa e Russia schierandosi- ormai quasi sistematicamente - dalla parte di uno dei due. Ma, oltre a questo approccio realista, c'è un approccio idealista (direi quasi "neocon") cui non si può derogare: l'America è una democrazia, la Russia assolutamente no. Con l'America.
14/11/08 08:10
Credoche la Russia sia
Credoche la Russia sia pericolosa. E' evidente che vuole ristabilire la sua area di influenza. Non illudiamoci che sorridendo all'orso questi possa cambiare. E' solo un gesto di debolezza, in un momento come questo. Berlusconi deve dire chiaramente se preferisce la Russia o Gli Stati Uniti.
14/11/08 09:06
Giornalisti uccisi in Russia negli ultimi anni
Un elenco impressionante. Berlusconi lo sa??? http://www.radioradicale.it/lista-di-giornalisti-uccisi-in-russia-negli-ultimi-anni
vanni
14/11/08 10:11
Verso la parte giusta
Sono assolutamente favorevole a basi russe in Friuli, in Sardegna o dove a Putin piacerà. A quel punto si farebbe una figura migliore, potendo gli italiani mostrare logica e senso comune, protestando contro chi i missili - eventualmente - ce li puntasse addosso.
Lorena
14/11/08 13:43
Gentile Direttore, non crede
Gentile Direttore, non crede che Berlusconi possa permettersi un atteggiamento di apertura nei riguardi della Russia proprio in virtù della sua chiara e comprovata fedeltà all'Alleanza transatlantica? Il sostegno sempre offerto agli Stati Uniti, anche a costo di pesanti polemiche all'interno del Paese, non lascia spazio a dubbio alcuno. E il legame privilegiato che l'Italia mostra oggi di avere con la Russia non è una recente improvvisazione, ma la versione ultima di un rapporto già consolidato. Forse non si tratta di un colpevole ritardo. L'essersi espresso con parole di comprensione per le prerogative russe lascia aperto un canale di dialogo importante, proprio nel momento in cui altri sarebbero (erroneamente) tentati di alzare barricate. E la prossima Amministrazione americana saprà certo trarre pragmaticamente e sulla base di risultati concreti le proprie conclusioni.
Monitor
14/11/08 14:34
Genio
Se Berlusconi crede di essere un genio, la sua affermazione, secondo la quale, gli USA abbiano provocato, di proposito, l'impero del suo amico Putin, fa il pari, quanto a serietà con "il giovane, alto e abbronzato". Nelle battute è un genio, ma in politica estera, mi dispiace ammetterlo, debbo dare ragione ad Andreotti. A meno che nella sua strategia del consenso non rientri il progetto di conquistare anche i "Rifondaroli". Ma, allora, è evidente che ci ha preso tutti per cretini. Se ci si pensa bene, un po', come D'Alema.
riccardo bruno
17/11/08 12:14
blog del direttore
Caro Giancarlo vorrei poter confortare l'Occidentale che si trova in un certo imbarazzo per le sortite filo russe del presidente Berlusconi. Venerdi scorso un articolo di Arrigo Levi sulla Stampa di Torino scrive che "sullo scudo Berlusconi ha ragione". Dal 1994 ad oggi Levi non mi risulta abbia mai speso una parola a vantaggio del premier. Non credo che l'arzillo vecchietto abbia battuto la testa. E' più facile che abbia ancora i contatti che ha senmpre avuto con il partito democratico statunitense, conoscendolo bene, anche diretti, con lo staff di Obama. Ed Obama non pensa affatto che Bush abbia trattato la questione dello scudo seguendo quel criterio negoziale con Mosca che caratterizzò pure instancabilmente ogni passaggio della guerra fredda. Non escludete allora che domani si possa avere quel negoziato "altamente impegnativo" necessario per un accordo con la Russia. L'impressione che se ne cava è che Obama ne abbia bisogno assoluto.La stessa Cia è convinta che per destabilizzare al quaeda, occorra colpire il Pakistan. Un pallino di Obama. E se si colpisce il Pakistan, resta solo la Russia per alimentare le nostre truppe in Afghanistan, c'è poco da scherzare. E' finita la presidenza Bush e prima ancora la guerra fredda. Per vincere in Afghanistan, gli inglesi lo sanno meglio di tutto, non basta aumentare il contingente militare, bisogna scendere a patti con il diavolo. L'approccio di Obama ai problemi è più pragmatico di quello di Bush, assomiglia a quello di Faust. Come lo è quello di Berlusconi del resto. Pallidi o abbronzati, i due vedrete che si intenderanno.
Claudia
20/11/08 15:17
Sono d'accordo con Berlusconi
Essere filoamericani non significa dover sempre dare ragione alle scelte operate dagli Usa. Se è vero che la guerra fredda è più o meo finita, perché andare a piazzare i missili proprio sotto il suo naso? Se è vero che i missili servirebbero anche per la difesa della Russia, allora perché non far precedere tale decisione da un accordo in piena regola? Certo che quello di Silvio è un gioco pericoloso, ma è la situazione stessa ad esserlo. Vivere vicono alla Russia di Putin non è un bel vivere a prescindere....
Angelo Rossi
22/11/08 10:42
per un giusto equilibrio
Buongiorno Signor Loquenzi, l'Italia (non c'è l'UE)tiene buoni rapporti sia con gli USA sia con la Russia. Mi sembra valida la posizione del nostro Governo. Dobbiamo avere più fiducia nelle nostre Istituzioni.
UMBERTO TORDONE
22/11/08 13:40
caro "monitor" credo che tu
caro "monitor" credo che tu abbia davvero monitorato male la situazione: il comportamento di Berlusconi, sulla questione, bisogna ammetterlo ... anche questa volta non fa una grinza !! In molti sagaci commenti letti qui, si dice con correttezza che la guerra fredda è finita quando è caduto il comunismo nell'ex URSS: questo avvenimento, non è un semplice passaggio della storia, ma è una faccenda ben più seria ed importante. Lo so che ci si dovrebbe scrivere sopra un libro, ma non c'è ne spazio ne tempo. Allora mi chiedo a che cosa serve schierare un apparato missilistico ai confini della Russia per tenere "sotto mira" gli stati canaglia, senza chiedere, non soltanto il consenso, ma anche la compartecipazione della Russia stessa? Possibile che nel teatro strategico mondiale, no si trovi un altro luogo o un complesso di luoghi dove piazzare i missili anti canaglie ? La realtà è che l'america di Bush (da me ammirato per le sue scelte coraggiose in Iraq ed Afghanistan)non può umiliare la Russia con una decisione avventata come questa: la realtà è che i polacchi in generale, nutrono ancora un profondo risentimento nei confronti dei Russi (comunisti o non comunisti) ma aanche ai polacchi era ed è necessario far capire che la russia di Putin, non è la russia di Stalin ed i motivi di equilibrio internazionale, sono molto più importanti dei rancori personali anche se maturati dopo decenni di durissima "occupazione" e sfruttamento (la Polonia è stata letteralmente depredata dalla Russia soviertica). Stesso discorso per la Georgia con l'aggravante che in Georgia pare che i Russi siano stati deliberatamente indotti dai georgiani stessi, all'intervento militare per creare l'attuale situazione di tensione: anche alla Georgia, è necessario far comprendere che tutti noi (compresi gli USA, i russi, i polacchi e la Gerogia stessa) facciamo parte di quella parte di mondo che ha un'anima in comune : quella occidentale ! La nostra alleanza ed amicizia con gli USA, non si discutono neanche, ma fa benissimo Berlusconi a cercare ad ogni costo di operare per "recuperare" la Russia al contesto "occidentale" anche per le importantissime ragioni economiche che ci riguardano direttamente. Quello russo è un mercato in rapidissima espansione (come prevedibile) e già sta dando un appoggio notevolissimo alla nostra economia. Perchè inventarci una inimicizia che non ha alcuna ragione di essere e che inoltre lede palesemente i nostri interessi ? Noi vogliano e dobbiamo convivere pacificamente e con amicizia con tutto l'occidente e mi pare che sia proprio questo l'intento di Berlusconi sullo scenario mondiale, ma dobbiamo farlo con i fatti e non con la solita stupida demagogia avvezza alla sinistra nostrana.
22/11/08 14:18
Mal consigliato
Sono stupefatto dal tenore dei commenti all'articolo di Loquenzi: in nessuno di essi si parla di dove sia la verità Si parla quasi sempre di opportunismo politico. Cioè non si dice se la Russia intende o meno riprendersi ad esempio l'Ucraina con la forza o prezzolandone il governo, se in Russia sia veramente cambiato il regime, se Livtinenko sia stato o meno avvelenato con il polonio. Si dice che "è opportuno" fare finta che la Russia sia una paese democratico ed in buona fede. Come è stato fatto più o meno dai politici europei dal 1945 al 1989. Io credo che Berlusconi abbia fatto o un grave errore a fare quelle affermazioni, probabilmente mal consigliato, oppure che la cosa faccia parte di un progetto di più liungo respiro: fingere di aprire senza condizioni per costringere la Russia a mostrare TUTTE le carte. Qualcuno si chiederà perché io ritenga che la Russia non sia ancora uscita dalla tirannia: tra le tante cose che potrei scrivere, qui scrivo questa che segue. Quando in Italia è cambiato il regime, dopo il fascismo, giustamente qualsiasi azione del Governo, dello Stato, dei Servizi Segreti fascisti è stata denunciata ed abiurata. Giustissimo. Come mai invece il KGB attuale continua a coprire atti compiuti prima del 1990, e comunque i metodi rimangono sempre quelli?
UMBERTO TORDONE
22/11/08 15:26
caro "django" ma tu lo sai
caro "django" ma tu lo sai che se si dovessero pubblicare tutti i nomi dei giornalisti e persone comuni ammazzate dai tuoi amici comunisti in Russia nello scorso secolo, probabilmente non basterebbe la memoria di un comune moderno computer ? Caro amico, perchè scrivi queste corbellerie ? Lo sai o no che in Russia, dopo la caduta del comunismo, c'era (e forse c'è ancora) un potere democratico da consolidare e lo sai o no che proprio in questi giorni si sta celebrando il processo contro i presunti autori dell'omicidio della giornalista (della quale non ricordo il nome) e fra gli imputati non c'è Putin ? Non sarai mica uno di quelli della P2, dei Gladio, delle cospirazioni dei servizi segreti deviati, della strage fascista alla stazione di Bologna, del tesoro di Craxi e di tutte le altre fesserie inventate dalla stampa e dalla nomenclatura di sinistra che tanto danno hanno fatto all'Italia ? Caro amico, rileggiti la storiografia sui massacri politici perpetrati dai "soviet" in Russia e nel mondo, meditaci sopra un pochino, invece di fantasticare sule democrazie (non comuniste) altrui. Cordiali saluti
monitor
23/11/09 16:15
Tordone
Il sig. Tordone mi impartisce una lezione di alta diplomazia e non s'accorge che la sua presunzione rivela ciò che effettivamente lui è: uno che capisce niente
Anonimo Veneziano
01/12/10 12:57
Russia
Dimostrare che le vostre posizioni cambiano con il cambiare di quelle del “padrone” è molto semplice: non vedo da parecchio tempo su questo sito le solite infamanti e ultra-atlantiste analisi permeate di quello spirito antirusso figlio dell'anticomunismo, che vi ha contraddistinto nel tempo... al di la della qualità discutibile di molti articoli (ricordo di analisi veramente ridicole) sembra che la Russia ne offra continuamente di spunti critici, quindi...
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