Domenica 20 Maggio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Benedetta Roma

Sulla tolleranza zero contro le seconde file, Roma deve imparare da Milano

21 Maggio 2010

 

 

A Milano fanno sul serio, o almeno ci provano. E a Roma? Tutto tace. Sono anni che il problema esiste. E’ chiaro a tutti eppure non si fa niente. L’altro giorno mi è capitato di guardare un documentario su Discovery channel: si raccontava come la zona di Los Angeles è attraversata quotidianamente da milioni di veicoli. Per monitorarla la polizia californiana ha installato centinaia di telecamere e non appena nella sala operativa, dove vari addetti controllano la situazione, ci si rende conto di un inconveniente scatta l’intervento delle pattuglie per risolverlo.

Tra gli esempi annoverati c’era proprio l’uso improprio della sosta in seconda fila. Si spiegava, con grafici e simulazioni al computer, come basti un solo veicolo che intralcia la circolazione per rallentare in modo significativo il traffico in un'area incredibilmente vasta. Un altro mondo. Certo, la California non è il Lazio e Los Angeles non è Roma. Però anche a Roma se non ricordiamo male sono state installate centinaia di telecamere. Per scongiurare reati e rendere più sicura la città.

Ma proviamo a chiederci: chi per i propri comodi o per pigrizia (spesso a poca distanza si trovano comodi parcheggi) lascia l’automobile in seconda o a volte addirittura in terza fila, non danneggia la comunità in modo grave? E se a farlo sono migliaia di persone al giorno c’è da stupirsi se la città è bloccata? E allora perché non usare quelle telecamere anche contro le doppie file?

A Milano, dicevamo, stanno facendo sul serio. Tra qualche giorno partirà una sperimentazione della quale potrebbero giovarsi anche gli amministratori della Capitale. In che consiste? Semplice: una macchina della Polizia Municipale percorre una strada. Se incontra macchine in seconda fila mette in moto una macchinetta che scatta una fotografia alla targa del veicolo e un’altra per dimostrare l’assenza del conducente, conclamando così la “sosta” irregolare e non la “fermata temporanea”. Successivamente viene inviato un avviso al trasgressore informandolo che seguirà multa. In futuro si procederà direttamente, senza preavviso. Secondo il calcolo compiuto dagli Amministratori milanesi, le macchine in seconda fila sarebbero 90mila al giorno: riteniamo una previsione per difetto calcolarne altrettante per Roma.

Insomma tolleranza zero verso le seconde file. Perchè non si fa la stessa cosa a Roma? Magari giovandosi di tutte quelle belle telecamere già installate. Attendiamo cortese risposta.

 

 

 

Commenti
Giorgio Salerno
22/09/11 02:07
Difendiamo la doppia fila!
Leggo con molto ritardo questo articolo, ma l'argomento mi sta a cuore, perché la possibilità di sostare in doppia file è un bene che va difeso: non sempre ciò che è illegale è nocivo. L'articolo, a mio giudizio, è un po' "troppo facile" da scrivere con applausi garantiti. La doppia fila è certamente illegale, ma se gestita con "civiltà", va apprezzata. Dimentichiamo un attimo colui che chiude la macchina e se ne va: è solo un incivile e le parole di esecrazione potrebbero non bastare. L'articolo pecca di moralismo perché non si pone nessun quesito perché è tutto chiaro: basta classificare in blocco novantamila milanesi come criminali che si divertono a rovinare lo stupendo tran tran quotidiano dei loro concittadini, felici nel traffico! Eppure, chi ha figli piccoli da portare a scuola e poi andarli a riprendere, DEVE usare la doppia fila generando un vero e proprio caos davanti la scuola. Lo sanno tutti e tra genitori in affanno ci si da' una mano. Vogliamo mandare i vigili con la telecamera così ci riprendiamo i figli con un lancio mirato di catapulta scuola-macchina? Vogliamo attrezzare davanti ad ogni scuola uno spiazzo grande come mezza piazza del Popolo con parcheggio regolare per tutti e poi vederlo utilizzato solo venti minuti al giorno? Oppure, peggio, potremmo scoprire che la fame di parcheggio è tale che lo spiazzo risulta occupato tutto il giorno e i poveri genitori debbono continuare a fare la doppia fila, esattamente come prima, solo un po' più in là. E quando la moglie chiama in ufficio all'ultimo sul far della sera intimando di comprare il latte e il pane? Ci sono soluzioni reali oltre a fermarsi in doppia fila nel percorso per tornare a casa? Non si dica che basta parcheggiare legalmente cento metri più in là dei due negozi e fare un po' di strada a piedi (che fa anche bene), perché vuol dire essere mai stato un vero "traffichino": cercare il posto regolare può significare arrivare dopo cena quando pane e latte potrebbero non servire più! Qual è la vera differenza tra il doppiofilsta (quello civile) e il vigile che lo multa? Il primo cerca di utilizzare, per quanto possibile, la risorsa urbana più limitata che ci sia, lo spazio urbano; e non uno spazio qualsiasi, bensì uno degli spazi dove lui vive e dove soddisfa i propri bisogni ed entra in relazione, là dove sono si suoi figli e là dove trova il proprio cibo! L'altro, il vigile che lo multa, è un marziano che vive chissà dove e non ha niente a che fare con quella piccola porzione di territorio: si trova lì solo perché ce lo hanno mandato, armato di biro e blocchetto o, più tecnologicamente, con la telecamera, a far rispettare la maestà della legge. Infine, senza la doppia fila, molti più bottegai chiuderanno ancora più in fretta: niente paura! la grande distribuzione ringrazia e ci attende a braccia aperte. Alla fine dovrò "lavorare" anche il Sabato per andare a riempire la mia automobile con il pane, il latte e tutto quello che non ho potuto comprare mentre tornavo a casa e la città s'impoverirà. Con la repressione pura non risolverò certamente il problema e da esperto del settore quale sono (insegno Teoria e Tecnica della Circolazione a Ingegneria dei Trasporti) posso garantire che adeguate soluzioni tecniche, capaci di conciliare le diverse esigenze, non ne esistono. Qui il discorso si fa complesso e si dovrebbe esaminare il modo distorto di concepire la mobilità urbana, sia da parte degli amministratori che, ahimè! anche dalla docenza universitaria. Non mi pare l'occasione adatta…
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl