Mercoledì 22 Febbraio 2012
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Riflessioni sulla zuffa editoriale italo-tedesca

I tedeschi provocano ma "Il Giornale" ha sbagliato a fare quel titolo

27 Gennaio 2012
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La risposta de "Il Giornale" a "Der Spiegel"

“A noi Schettino. A voi Auschwitz”. Con questo provocatorio titolo è uscito ieri, nella Giornata della Memoria, Il Giornale. L’editoriale del direttore Sallusti è bene, poi, citarlo letteralmente: “È vero, noi italiani alla Schettino abbiamo sulla coscienza una trentina di passeggeri della nave, quelli della razza di Jan Fleischauer, di passeggeri ne hanno ammazzati sei milioni. Erano gli ebrei trasportati via treno fino ai campi di sterminio. E nessuno della razza superiore tedesca ha tentato di salvarne uno ... Per la loro bravura e superiorità hanno fatto scoppiare due guerre mondiali che per due volte hanno distrutto l’Europa ... Questi tedeschi sono ancora oggi arroganti e pericolosi per l’Europa. Se Dio vuole non tuonano più i cannoni, ma l’arma della moneta non è meno pericolosa. Per questo non dobbiamo vergognarci. Noi avremmo pure uno Schettino, ma a loro Auschwitz non gliela toglierà mai nessuno.”

L’editoriale di Sallusti è una risposta all’articolo di Jan Fleischhauer, columnist dello Spiegel Online, che recentemente ha attaccato l’Italia e gli italiani definendoli, con disprezzo, tutti quanti degli Schettino. Se il tono delle parole di Sallusti era inutilmente esagerato, più diplomatico non è stato certamente il giornalista tedesco, che anche è bene citare letteralmente: “Mano sul cuore, ma vi sorprendete che il capitano fosse un italiano? Vi potete immaginare che manovre del genere e poi l'abbandono della nave vengano decise da un capitano tedesco o britannico? ... Conosciamo tipi del genere dalle vacanze al mare, maschi bravi con grandi gesti, capaci di parlare con le dita e con le mani, in principio gente incapace di fare del male, ma bisognerebbe tenerli lontani da macchinari pesanti e sensibili, com’è evidente.”

Il giornalista tedesco è andato giù pesante, tanto da scomodare addirittura l’ambasciatore italiano a Berlino Michele Valensise, che ha scritto una lettera di protesta subito pubblicata in calce all’articolo. Ma a rispondere a Fleischhauer ci avevano già pensato nei giorni scorsi Gian Antonio Stella, con una cronistoria (confusa e senza contesto) dei pregiudizi tedeschi sull’Italia, e soprattutto il web, in particolare i social network, tramite cui italiani e tanti tedeschi hanno manifestato la propria indignazione nei confronti dell’articolo di Fleischhauer. La polemica, tuttavia, con la prima pagina de "Il Giornale", ha fatto un salto di qualità. La strategia non è stata particolarmente originale: attaccare i tedeschi rinfacciando loro il proprio passato nazista, perpetuando, come in una tragedia greca, colpe che le nuove generazioni non hanno sicuramente commesso.

E’ stato certamente di cattivo gusto farlo proprio nella Giornata della Memoria, dimenticando, tra l’altro, il ruolo non da comprimario che l’Italia ha avuto come alleato della Germania nazista (pensiamo ad esempio alle leggi razziali). Ma proprio perché l’accusa di nazismo alla Germania non regge, è bene soffermarsi su altri aspetti di questa polemica, che si nutre di vecchi pregiudizi, tra lo Spiegel Online ed il Giornale. D’altronde esempi di malcostume e di teutonica inefficienza non mancano. Bastava andarli a cercare. Giusto qualche esempio: il crollo dell’archivio storico di Colonia a causa di errori nella costruzione di una nuova linea della metropolitana, i numerosi deragliamenti di treni ad alta velocità o l’incidente, con numerosi morti, alla love parade di Duisburg.

Il vero problema del commento di Sallusti è che mette insieme cose molto diverse. Da una parte si riutilizzano i soliti luoghi comuni sulla Germania, dall’altra si citano insieme fonti diverse: il commento apparso sullo Spiegel Online non è l’articolo apparso sullo Spiegel cartaceo. Entrambi hanno per oggetto sempre il naufragio del Costa Concordia, ma con obiettivi molto diversi. Nello Spiegel cartaceo, ad esempio, si fa semplicemente una cronaca del fatto, senza usare toni offensivi nei confronti dell’Italia ed anzi vengono elogiati alcuni italiani nelle operazioni di soccorso. Si tratta di una precisazione importante perché proprio Il Giornale ha ironizzato sulle origini del direttore dello Spiegel, Georg Mascolo, italo-tedesco, madre di origine campana, proprio come Schettino. Peccato però che Georg Mascolo sia il responsabile della versione cartacea dello Spiegel, e non dello Spiegel online.

Certamente anche l’articolo di Jan Fleischhauer è pieno di arroganza nei confronti dell’Italia, ma è anche autoironico. Lo stesso giornalista tedesco giudica, forse un po’ autocompiacendosi, le proprie affermazioni sugli italiani scorrette, definisce i tedeschi “Unni” ed ironizza su Angela Merkel che vuole fare gli europei tutti uguali ai tedeschi. Non si vuole qui giustificare il commentatore tedesco che poteva certamente risparmiarsi tante affermazioni (o forse l’articolo intero) anche se le tesi più interessanti e meno onorevoli per l’autore sono quelle passate in secondo piano in tutta questa polemica: “L’errore originario dell’Euro è stato di mettere insieme nella camicia di forza di una moneta unica culture dalle economie molto diverse. Per capire che non poteva finire bene sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso”. Mettere insieme il naufragio del Costa Concordia, la presunta inaffidabilità degli italiani (e dei greci) e la crisi della moneta unica, dà l’idea della confusione di Fleischhauer, ma rispecchia l’opinione popolare in Germania e dimostra quanto per i tedeschi sia importante il carattere, o supposto tale, di un popolo. Per capire molte posizioni (discutibili) del governo tedesco serve riflettere anche su questi aspetti. 

In realtà tutta questa polemica tra Il Giornale e Der Spiegel, o meglio tra Sallusti e Fleischhauer, è un’accozzaglia di luoghi comuni, di imprecisioni, è un giornalismo urlato e sensazionalistico. contribuirà, purtroppo, a peggiorare il già complicato rapporto tra due nazioni che negli ultimi anni hanno avuto molte occasioni di scontro: dalle crisi diplomatiche tra i due Presidenti del Consiglio Schröder e Berlusconi fino al mancato acquisto della Opel da parte della Fiat, ed ancora alla rivalità calcistica emersa durante il mondiale tedesco del 2006 fino, infine, all’attentato della n’drangeta a Duisburg. Negli ultimi mesi, poi, la crisi del debito sovrano ha peggiorato una già difficile situazione. In questo contesto il destino ha voluto che una nave da crociera affondasse a causa di una manovra azzardata di un capitano italiano e che nell’incidente morissero diversi cittadini tedeschi. Ma proprio oggi, in una fase storica in cui è in gioco l’Europa e il futuro della moneta unica, sarebbe il caso di provare a sentirsi tutti più europei, prima che italiani o tedeschi.

 

Commenti
Marco
27/01/12 20:31
schettino
complimenti veri per la prima pagina di risposta alla Germania
Monica
27/01/12 21:43
La risposta di Sallustri ci
La risposta di Sallustri ci sta tutta perchè non ci si deve dimenticare che ognuno ha i propri scheletri nell'armadio e nessuno si deve ergere a giudice supremo. Anche perchè gli olocausti continuano, in tutto il mondo e ricordare qualcosa di tremendo e inumano, non ci è servito, visto che continua ad essere sotto i nostri occhi, negli occhi di chi muore di fame,di guerra e quanto di più efferato ci può essere!! Sicuramente l'arroganza e la presunzione di questo pseudo giornalista tedesco è certamente il simbolo del seme del pregiudizio che rende pericolosamente fecondo un grembo malato.....
silvia
27/01/12 22:13
Provare a sentirsi tutti piu' europei
Che questa cosa di “sentirsi piu’ europei” che italiani o tedeschi o francesi non funzioni e’ ormai assodato. Comunque si possono anche fare critiche all’articolo del Giornale, ma vorrei ricordare che e’ stato per primo Der Spiegel a portare incautamente il discorso proprio sul tema della “razza”. L’articolo del giornale tedesco poi non e’ la solita dimostrazione di vecchi pregiudizi, ma e’ un elemento di una guerra mediatica in atto contro gli italiani, dipinti come vigliacchi, truffatori eccetera, per preparare il terreno a un totale assoggettamento dell’Italia, o a una sua cacciata dall’Euro, questo non lo so, ma non credo che cio’ sia casuale; le guerre mediatiche del resto sono ormai molto diffuse.
Franco Maloberti
27/01/12 22:26
Per me ha fatto bene, anzi ...
La prima reazione alla risposta "forte" di Sallusti può anche essere quella di Villani Lubelli: un banale e ben educata posizione, ispirata al luogo comune "siamo Europei, vogliamoci bene". Invece, le macroscopiche incongruenze del l'esperimento Europa impongono un serio ripensamento, principalmente conseguente alle politiche tedesche e francesi che operano in modo "sporco" per conquistare una leadership Europea in settori di alta tecnologia. L'articolo di Sallusti è allora funzionale ad aumentare la consapevolezza del pericolo di colonizzazione tecnologica. Anche se i "ben educati" possono arricciare il naso, quando si fanno le guerre le buone maniere sono poco efficaci.
Anonimo
27/01/12 23:27
Sallusti è l'esempio del
Sallusti è l'esempio del peggiore giornalismo italiano, dietro la finta ed arrogante facciata di difesa dell'orgoglio nazionale ecco il becero e buzzurro titolo livido di rabbia, giustificato solo da un senso di impotenza e di inferiorità...che tristezza... Sallusti cambi mestiere, è davvero una vergogna per il giornalismo...
Franco Maloberti
28/01/12 09:27
Suggerimento a Anonimo 27/01/12 23:27
Metta la sua firma e indirizzo e-mail, così Sallusti potrà chiedere direttamente venia a un giudice così saggio.
Anonimo
28/01/12 09:28
"tutti i tedeschi sono nazisti"
Immaginiamoci cosa avrebbero fatto i tedeschi se un quotidiano Italiano di un certo livello avesse scritto che tutti i tedeschi sono nazisti
Cenere
28/01/12 11:13
statevene accorti
la voglia di sollevare scoops da parte del giornalismo trova sempre terreno fertile nelle nostre menti. Un giornale sporcato di inchiostro su argomenti come razze, codardie, olocausto e chi più ne ha più ne metta, tocca subito il nostro misero cervello e immediatamente scatta la voglia di "classificare" con banale semplicità, le persone, le bandiere, le nazioni i biondi i negri ecc. Popolo bue, non cascare nel tranello di chi sta giocando con la tua debolezza celebrale, con chi ti vuole far pensare "semplice", con chi.."è tutto bianco o tutto nero". Non esistono gli italiani codardi non esistono i tedeschi nazisti: esistono gli uomini codardi e quelli che ancor oggi sono nazisti..nessun altro animale lo è. Forse nemmeno i due direttori dei due giornali lo sono,che giocano a trascinare ed infiammare le menti di tanta gente: loro vogliono venedere il loro stupido messaggio e ricavarne il loro surplus di vendite. Quando leggete un giornale, qualsiasi articolo, partite sempre dal presupposto che chi lo scrive conosce la nostra debolezza e che su questa lui pianifica il suo tornaconto. Meditate.
Anonimo
28/01/12 11:23
Se essere europei significa
Se essere europei significa essere banali e ben educati, allora siamo in tanti. Chi ha una qualche esperienza di lavoro all'estero sa quanto sia importante l'idea di Europa e quanto siano pericolose certe prese di posizione rozze e prive di spessore.
Anonimo
28/01/12 13:07
SCHETTINO
Cari Fleischhauer e Villani,quando per noi sarà finito questo corso storico,ci sarà nuovamente un generale che dirà : "al mio segnale scatenate l'inferno".
Anonimo
28/01/12 14:09
schettino
Le posizioni del giornalista italiano e di quello tedesco riflettono la somma dei pregiudizi che continuano a esistere nei due paesi e non portano da nessuna parte. Rimane il fatto che se l'euro e l'Europa sono un obiettivo che può, nel tempo, stabilizzare e far crescere pace e benessere nel nostro continente, oggi ogni paese deve difendere e lottare per preservare le proprie prerogative economiche e di sistema culturale e sociale, perchè l'Europa unita sotto un unico pensiero do dominiop tecno economico, non può essere un Europaibera e democratica.E' necessario rispettare e valorizzare le differenze positive di ogni paese , anche in un quadro comune di intenti e norme generali. Se non vogliamo che la globalizzazione ci renda solo pedine e non più esseri umani.
Angelica
28/01/12 15:04
risposta del Giornale a DerSpiegel
Anch'io ho scritto un'email di protesta al giornale tedesco e trovo vergognoso che uno come lei trovi offensivo il titolo sacrosanto del Giornale e non si senta offeso dalle parole del giornale tedesco. Io voglio essere nazionalista e sono stanca di gente come lei che in nome di un europeismo esasperato non riesce a riconoscere i danni che questa unione europea combina e non si scandalizza che uno stato come la germania stia imponendo a tutti il suo modo di vivere. Questo per noi e' insostenibile e l'ho gia' detto NON VOGLIO ESSERE GERMANIZZATA!!!!E cerchi di avere un po' di dignita' e di reagire contro chi ci sta denigrando in tutti i modi e impoverendo in tutti modi.
pietro
28/01/12 15:08
Perché no?
Perché non dovremmo ricordare a chi ingenerosamente ci vuol dare tante lezioni che forse farebbe meglio a pensare alla generosità (utilitaristica) di chi lo ha lasciato sopravvivere dopo aver commesso l'impensabile negli anni 30 e 40? La cecità geometrica di oggi costituisce la quarta volta in cui la Germania tenta di distruggere la civiltà europea (la seconda e terza sono spero ovvie, ma scoprite la prima..) e non è sopportabile ricevere lezioni da costoro. Irridere Berlusconi quando si sono votati Hitler, Goebbels, Goering,....è un po' surreale.
stefano
28/01/12 18:06
Ha parlato di non razza.La
Ha parlato di non razza.La risposta di Sallusti ci stava tutta.
Alessandro Sisti
28/01/12 18:54
Ma quale europa
Se in nome dell'Europa dobbiamo ssempre essere insultati e dire pure grazie, o peggio ancora unirci a tali insulti nei nostri confronti...forse è meglio dire basta Europa!!!
Anonimo
28/01/12 21:54
Grazie Lubelli
Il titolo e l'articolo del 'Giornale' sono inqualificabili. Grazie anche per aver fatto notare che l'articolo 'incriminato' è uscito solo sul sito internet di "Der Spiegel". Dai commentatori qui presenti che si atteggiano a nazional-indignati vorrei sapere se abbiano fatto il servizio militare e quanti figli italiani hanno messo al mondo.
Porco Cane
29/01/12 10:08
x Franco Maloberti
Ma sta scherzando? L'unico a cui Nosferatu può chiedere consiglio é Landrù!!!
Anonimo
29/01/12 10:20
Caro signor Ubaldo
Caro signor Ubaldo Serbelloni Mazzanti Viendalmare, un secolo fa per quello che ha scritto il giornalista tedesco ci sarebbe stata una sola risposta: due schiaffi e poi i padrini!
Il Filarete
29/01/12 10:22
Noi siamo, i tedeschi non sono
Noi siamo l'Italia. Abbiamo fatto il servizio militare e io ho fatto due figli (ho cominciato tardi, purtroppo, e non ho potuto farne di più). L'Italia è uno dei più importanti Paesi del mondo quanto a ricchezza nazionale, a produzione industriale, ad agricoltura, a storia, ad arte, a genius loci della popolazione (razza italiana? Ma sì, razza italiana nel senso che nessuno che non nasca da lombi italiani, che non respiri questa aria, che non beva le nostre acque, che non gusti il nostro vino, che non mangi il nostro formaggio, che non legga Dante e Leopardi, che non tocchi le nostre pietre illustri con senso di possederle per diritto ereditario, può veramente capire quale sia la nostra ricchezza e il nostro rapporto con la storia e la bellezza).
Detto questo bene ha fatto, anzi benissimo, il caro e forte Sallusti a pigliare a pesci in faccia non solo l'infame Fleishhauer ocomecazzosichiama, ma anche lo Spiegel dedito all'hobby curioso di cercare di abbassarci il prestigio e l'umore. L'articolo spazzatura è stato pubblicato solo su un blog di Spiegel e non su carta? Che vuol dire, che nessuno lo legge? Pubblicato è pubblicato. L'ipocrisia di richiamare la comune appartenenza all'Europa dimostra tutta la sua inutilità e sconfortante leggerezza proprio quando dobbiamo assistere costernati alle prepotenze dei compatrioti dell'infame, che vogliono rubarci i nostri soldi e la nostra libertà per costruire un orrido mondo a loro somiglianza. Proprio ieri hanno minacciato la Grecia di toglierle la sovranità fiscale in cambio di pochi soldi per salvarla dal fallimento. VERGOGNA alla Merkel, e vergogna a tutti quanti fanno finta di non vedere e di non sapere. E' a noi che mirano: vogliono posare il loro culo sul pavimento di San Marco e lì mangiare tipiche salsicce di scarti di maiale dette wurstel, con birra, rutti e canti. Questi ci vogliono tutti non solo proni, ma, come dicono a Firenze, a bu'o ritto.
Via dall'Europa, via dall'Euro finchè siamo in tempo!
arepo@tin.it
omero mastix
29/01/12 10:50
razze
Schettino appartiene alla stessa razza dei borgomastri che non sentivano gli odori dei vicini forni crematori
Carlo
29/01/12 11:23
Sspiegel
Egregio Anonimo, sono Italiano, ho fatto il servizio militare, con mia moglie ho messo al mondo due italiani e ho un nome con cui le rispondo. Lei é un vigliacco come il giornalista dello SSpiegel.
rothbard
29/01/12 15:04
dico la mia
Non si può equiparare l'affermare che gli italiani non devono stare ai macchinari con la citazione di Auschwitz. Peraltro l'articolista tedesco ha implicitamente ammesso che gli italiani sono brava gente, il "demerito" consisterebbe in una incapacità tecnica, non si va in un ambito di animus, parlare di Auschwitz invece fa andare il discorso sulla cattiveria assoluta. Per cui ritengo l'atteggiamento di Sallusti fuori luogo (ammesso che ai tedeschi interessi Sallusti, il prestigio di Der Spiegel e de Il Giornale è un po' diverso...). Diciamo che, ad essere buoni, si è trattato di un eccesso spropositato di legittima difesa, da parte di Sallusti. In ogni caso le generalizzazioni sono sempre sbagliate. I tedeschi (e soprattutto i britannici) parlano troppo per categorie assolute, per luoghi comuni, applicati a intere popolazioni. Da questo punto di vista sono più ottusi di noi italiani. Comunque, entrando nel merito della questione "Schettino", mettetevi nei panni dei tedeschi. Hanno assistito alla morte di loro connazionali mentre un comandante italiano, dopo aver fatto una manovra avventata, non ha ammesso l'emergenza per due ore circa, e poi dopo essere sceso dalla nave (dicendo che era "cascato" nella scialuppa) ha chiesto la cena e domandava dei cadaveri alla Capitaneria... È un po' troppo per stare zitti, non credete?
Anonimo
29/01/12 18:35
Grazie Lubelli/2
A leggere questi commenti pieni d'odio vengono i brividi ... Vergogna! Rivoglio il vero 'Giornale', quello di Montanelli! La popolazione tedesca poi non ha mai voluto l'Euro, che è un esperimento ideologico delle élite governative e 'mondialiste' dell'UE. In Italia dobbiamo prendercela con i nostri governi per averci fatto entrare nell'Euro. Mentre il governo dei bancarottieri greci ha falsificato i propri bilanci pur di entrare nell'Euro (beneficiando per un decennio di una valuta forte). Meditate su come è facile manipolare con il gioco degli accostamenti e delle emozioni.
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