Domenica 20 Maggio 2012
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Edoardo Ferrazzani

Informazioni personali

Biografia

Classe '81. Ho terminato i miei studi superiori classici al Collegio gesuita "M. Massimo" di Roma e oggi sono un laureando in Studi Internazionali alla "C. Alfieri" di Firenze, un tempo rifugio accademico di colti gentiluomini massoni. Dal Maggio del 2008 amoreggio con i lettori de 'L'Occidentale'.

Ha scritto per l'Occidentale

L'economista su eurobond e 'rigore vs crescita'

"Il prezzo che la Grecia pagherà per il ritorno alla dracma è l'iper-inflazione"

Intervista a Fiorella Kostoris di

Edoardo Ferrazzani

17 Maggio 2012 -

Il rischio di un ritorno della Grecia alla dracma sta surriscaldando il dibattito europeo sul futuro dell'eurozona, che con l'elezione di François Hollande all'Eliseo, s'incrocia con la sfida anti-rigorista alla linea di Angela Merkel. L’Occidentale ha voluto parlare di Grecia, di eurozona, di crescita vs rigore, con Fiorella Kostoris, economista e docente all’Università di Roma “La Sapienza”. In merito al dibattito europeo rigore vs. crescita, l'allieva di Franco Modigliani ci dice che "il modello crescita con deficit spending non si può fare più. Servono aumenti di produttività".

Verso l'Eliseo

Hollande è presidente. Dopo l'investitura una settimana di passione

15 Maggio 2012 -

Sarà la settimana più intensa della carriera politica di François Hollande, il nuovo presidente francese. Oggi sarà il turno del passaggio di poteri all'Eliseo, poi l'annuncio del primo ministro. Nella serata di oggi, Hollande sarà a Berlino per incontrare Angela Merkel. Mercoledì di nuovo a Parigi per l'annuncio della lista dei ministri. Poi negli Stati Uniti dove lo aspetta Barack Obama, il G8 e il summit Nato.

Il dibattito sulla crescita in Occidente

Nella baruffa tra Krugman e Bernanke il convitato di pietra è il taglio alla spesa

9 Maggio 2012 -

La tenzone tra Ben Bernanke, il governatore della Fed e Paul Krugman, premio Nobel per l'economia e nota firma del New York Times si sta facendo ormai chiassosa. Tanto che il Washington Post l'ha addirittura definita: "The battle of the beards", la battaglia delle barbe. A farla da padrone è sempre il grande dibattito transatlantico su crescita e austerità. Purtroppo in questo dibattito nessuno vuole inserire il problema della spesa pubblica.

Verso l'Eliseo/2

E se Hollande stupisse su tasse e spesa pubblica? Sperare costa poco

8 Maggio 2012 -

François Hollande è presidente di Francia. Tanto peggio per i francesi! Parliamo di cose serie invece: il fiscal compact e le politiche di controllo del deficit (e debito) imposte dalla Germania al resto dei paesi europei non possono da sole far uscire l’Europa dalla crisi. Però davvero si crede che le prescrizioni neo-keynesiane à la Hollande - il volet sur la croissance lo chiamano loro -, siano la soluzione alla crisi? La risposta è 'no'. Il nodo dei paesi europei in crisi è sempre quello: tagliare la spesa pubblica. E se Hollande ci stupisse su questo fronte? Fino al 15 Maggio, giorno dell'insediamento, sperare si può.

Parla l'ex ministro degli esteri

"Al G8 l'Occidente dia un segnale forte contro le persecuzioni dei cristiani"

Intervista a Franco Frattini di

Edoardo Ferrazzani

5 Maggio 2012 -

Non passa giorno in cui non si assista ad atti di violenza contro i cristiani nel mondo. La scorsa Domenica, più di venti fedeli cristiani sono morti tra il Kenya e la Nigeria. L'Occidentale ha voluto parlare di questo, ma anche delle timidezze europee quando si tratta di difendere i cristiani, delle possibili azioni diplomatiche da intraprendere con Franco Frattini, ex-ministro degli esteri italiano e parlamentare del Pdl. L'ex-titolare della Farnesina ci dice che l'Europa e l'Occidente devono fare di più: "Sono convinto che già dal prossimo G8 di Camp David possa arrivare un segnale in difesa dei cristiani".

Pennsylvania avenue/1

Domani parte la campagna di Obama ma il 'messianismo' del 2008 è finito

4 Maggio 2012 -

Rullano i tamburi: domani si apre formalmente la campagna per la rielezione di Barack Obama alla Casa Bianca. Il candidato Democratico ha scelto il palcoscenico della Ohio State University per dare inizio alla tenzone politico-elettorale che si protrarrà fino a Novembre prossimo. Una rielezione che si annuncia durissima per il messia politico emerso nel 2008 dal duello con Hillary Clinton. Il presidente infatti ha pochi doni nel cesto ed è costretto a giocare la carta morte-di-Bin Laden. Poco per l'uomo del destino. L'economia è ancora al palo e la strategia obamiana si riduce ad attaccare a mani basse Romney.

Pennsylvania avenue

Ecco cosa s'annida davvero dietro le dimissioni di Grenell dal team Romney

3 Maggio 2012 -

Richard Grenell è stato, fino all'altro ieri, l'uomo scelto dal team Mitt Romney come portavoce per la sicurezza nazionale. Grenell si è dimesso lo scorso 1 Maggio, il giorno stesso in cui egli avrebbe dovuto prendere funzione. Richard Grenell è dichiaratamente omosessuale ed è convinto sostenitore dei matrimoni tra omosessuali. La stampa liberal americana ha insinuato che sia stato spinto alle dimissioni perché omo. In Italia Il Corriere si è accodato. Grenell non è stato spinto alle dimissioni (che lo sia stato davvero, tutto da dimostrare), perché omosessuale, quanto piuttosto perché gran gaffeur sul piano comunicativo e forse, perché no, per la sua campagna personale a favore dei matrimoni omosessuali.

Governi europei e crisi del debito

S&P's declassa la Spagna e Madrid risponde con tagli al costo del lavoro

28 Aprile 2012 -

Povera Spagna, nazione sorella nostra. L’altro ieri Madrid si è vista ‘recapitare’ da Standard&Poor’s (S&P’s) l’ennesimo declassamento del debito che passa a BBB+ dal precedente A. Un pugno dritto dritto allo stomaco per l’esecutivo del premier Popolare spagnolo, Mariano Rajoy, già alle prese con una disoccupazione al 24,4%, ai massimi da 18 anni a questa parte. Questo mentre Luis de Guindos risponde ai mercati, annunciando l'aumento sull'Iva ma anche un taglio agli oneri fiscali sul lavoro.

Che fuffa il dibattito europeo sullo sviluppo

Invece di fare assi per la crescita Monti e Merkel taglino la spesa pubblica

27 Aprile 2012 -

In Italia quando si parla di Europa e di crisi dell'euro, siamo ormai alla farsa. "Patto Roma - Berlino", titolava ieri il Corriere; "Italia-Germania, asse per lo sviluppo", Il Sole. Adesso l'effimero spirito del tempo impone di parlare di 'crescita', ieri solo era il 'rigore' (questo è il prezzo di un socialista à la Hollande all'Eliseo). La verità è che l'unica cosa che i governi europei devono fare è tagliare la spesa.  

Governi europei alla 'Berlina'

L'Olanda è solo l'ultima vittima della (fatale) austerità voluta dalla Merkel

24 Aprile 2012 -

Dopo l'Italia e la Grecia, anche l'Olanda cade vittima della crisi del debito. Ieri Mark Rutte, premier olandese e capo del governo liberal-conservatore Vvd - Cda, in vita con l'appoggio esterno del Pvv di Geert Wilders, ha rassegnato le dimissioni. La causa? Il mancato accordo tra Wilders e Rutte sulla riduzione del deficit sul 2013, come vuole il 'fiscal compact' della Merkel. L'ennesimo esecutivo messo alla 'berlina' dalla cancelliera tedesca.

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